Sponsor

30 ott 2015

Bolle di sapone e parole di ghiaccio ( tratto da Gargantua e Pantagruele) di Fancois Rabelais

Bolle di sapone e parole di ghiaccio (  tratto da Gargantua e Pantagruele) di Fancois RabelaisIn mezzo al mare, Pantagruele si alzo' e si tenne ritto per scrutare all'intorno.
Poi disse: "Compagni, sentite niente? A me sembra di udire persone che parlano in  aria, eppure non vedo nessuno. Ascoltate".

Al suo richiamo, noi stemmo attenti e annusavamo l'aria a piene orecchie e, per non perdere niente, sull'esempio di Antonio Imperatore, alcuni opponevano le mani a palma aperta, dietro le orecchie. Ciò non di meno protestavamo di non sentire alcuna voce.


Pantagruele udiva voci diverse nell'aria, sia di uomini che di donne, finchè ci risultò, o che le sentivamo anche noi, o che ci fischiavano le orecchie. Più perseveravamo ascoltando e meglio discernevamo le voci, fino ad intendere parole intere.

Il chè ci spaventò grandemente e, non senza ragione, non vedendo nessuno e sentendo voci e suoni così diversi di uomini, donne, bambini e cavalli.Panurge esclamò:" Noi siamo perduti. Fuggiamo.Io sul mare non ho niente coraggio. In cantina o altrove ne ho quanto un altro e, anche più.

Pantagruelre sentendo lo scandalo che faceva Panurge disse:" Vediamo prima di che gente si tratta. Forse saran dei nostri. Stiamo a sentire. Ho letto che un filosofo era dell'opinione che ci fossero parecchi mondi che si toccano tra loro, in figura di triangolo equilatero, e ivi abitare le Parole, le Idee, gli Esemplari e modelli di tutte le cose passate e future, intorno alle quali sta il Secolo, che in certi anni, a lunghi intervalli una parte di loro cade fra gli umani".

Platone diceva, inoltre, che in certi paesi le parole, nel tempo del più forte inverno, allorchè vengono preferite, gelano e ghiacciano al freddo dell'aria e non sono sentite. Ora sarebbe da ricercare se, per un caso dei casi, non fosse qui il posto dove quelle tali parole disgelano".

Il pilota gli rispose:" Signore, non impressionatevi. Qui è il confine col Mar Glaciale, sul quale ci fu a cominciare dell'inverno ultimo scorso, una grossa e crudele battaglia fra gli Arismapiensi e i Nefelibati. Allora gelarono in aria le parole e le grida degli uomini e, delle donne, l'urtar delle mazze, il risuonar degli arnesi e delle bardature, i nitriti dei cavalli e, ogni altro tumulto di battaglia. Adesso, passato il rigor dell'inverno, arrivano la serenità e temperie della bella stagione, tutti questi rumori fondono e, vengono sentiti".

"Per Dio, disse Panurge, " io gli credo.Ma non potremmo vederne qualcuno?"
"Ecco prendete", disse Pantagruele, "ecco qui che non sono ancora sgelate".
E così ci gettò sul ponte a piene mani, parole gelate che sembravano confetti perlati, di vari colori.
Esse, dopo essersi scaldate, fra le mani di Pantagruele e del suo gruppo, fondevano come neve e si sentivano realmente....
Francois Rabelais

( Gargantua e Pantagruele, vol.II cap 55-56 

Nessun commento:

Posta un commento