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17 feb 2016

GATTI. I RACCONTI PIÙ BELLI di AA. VV.( da Dahl a Borges)

GATTI. I RACCONTI PIÙ BELLI di AA. VV.( da Dahl a Borges)Oggi, 17-02-2016, si celebra la Giornata del Gatto. L'evento è nato in Italia nel 1990, grazie alla giornalista gattofila Claudia Angeletti. E come festeggiare degnamente questi splendidi e fieri felini?

Come recita Wikipedia:
- febbraio è il mese del segno zodiacale dell'Acquario, ossia degli spiriti liberi ed anticonformisti come quelli dei gatti che non amano sentirsi oppressi da troppe regole.


- tra i detti popolari febbraio veniva definito “il mese dei gatti e delle streghe” collegando in tal modo gatti e magia
- il numero 17, nella nostra tradizione è sempre stato ritenuto un numero portatore di sventura, stessa fama che, in tempi passati, è stata riservata al gatto
- la sinistra fama del 17 è determinata dall'anagramma del numero romano che da XVII si trasforma in “VIXI” ovvero “sono vissuto”, di conseguenza “sono morto”. Non così per il gatto che, per leggenda, può affermare di essere vissuto vantando la possibilità di altre vite.
il 17 diventa quindi “1 vita per 7 volte”!

Perchè, quindi, non celebrare il regale felino attraverso i racconti più belli di scrittori diversi tra loro?
Partendo da Roald Dahl a Luigi Pirandello, passando per  Conan Doyle, fino a Charles Perrault .
Il volume Gatti. I racconti più belli è pubblicato da Einaudi e, curato da Christian Delorenzo.
La prefazione è di Mauro Bersani.
I nostri amici felini non solo non perdono occasione per accoccolarsi sopra i libri mane diventano protagonisti indiscussi. Come l'inquietante gatto melomane di Roald Dahl, che  muove i baffi e corre a sedersi allo sgabello, accanto alla persona che suona un pò di musica. 

Oppure, non mancano i felini antropofagi di Murakami Haruki o, quelli con "orecchie lacere e segnate dalle cicatrici per le lotte sostenute" di Doris Lessing.  Che dire del ribelle quattro zampe di Patricia Highsmith?

I gatti, nonostante i loro percorsi mentali, restino alieni , sono meno espansivi rispetto ai cani. Ma danno segnali di affetto inequivocabili, quelli appresi da mamma gatta da cuccioli: leccare mani, piedi, colli, strofinare il muso contro una faccia o dare carezze con lo zampino morbido, senza mostrare le unghie.

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