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18 mar 2016

Antologia Poeti del Parnaso: "Popoli" di Salvatore Treppiedi ( Menzione d'oro Concorso Il Parnaso- Premio Angelo La Vecchia

Antologia Poeti del Parnaso:  "Popoli" di Salvatore Treppiedi ( Menzione d'oro Concorso Il Parnaso- Premio Angelo La Vecchia
L'antologia di Poeti del Parnaso è una stupenda raccolta di Poesie, che sono state protagoniste attive del Primo Concorso di poesia, Il Parnaso-Premio Angelo La Vecchia, organizzato e gestito quasi interamente on line, tramite il gruppo consultabile tramite pagina Facebook, al seguente indirizzo: https://www.facebook.com/groups/concorsoparnaso.

Tra le varie poesie partecipanti, in totale 320, provenienti da ben 11 Nazioni diverse, vorrei soffermarmi su un componimento in particolare, vincitore della Menzione d'oro del già accennato concorso.

Vi parlo di "Popoli", scritto da Salvatore Treppiedi, che tratta un tema drammatico, "scomodo" e troppo spesso dimenticato. Eppure, nonostante siano passati tanti anni, non si parla quasi mai di sterminio degli Armeni... Perchè?



Pensate, cari lettori, che lo storico turco, Taner Akçam, fu il primo a parlare apertamente di genocidio. Eppure, fu arrestato nel 1976 e, in seguito, addirittura condannato a dieci anni di reclusione per i suoi scritti. Fortunatamente, nel 1977,evase e, si trasferi' in Germania. Da lì, inoltre, giunse negli Stati Uniti, presso lo Strassler Family Center for Holocaust and Genocide Studies della Clark University; dove vive attualmente.

Ma non divaghiamo e leggiamo attentamente il componimento di Treppiedi Salvatore, affinchè la nostra memoria sia viva e vegeta e, perchè la Storia ci faccia riflettere:


POPOLI

Assume il cielo una tinta gialla
bussa alle finestre la tempesta,
vetri intrisi di sabbia del deserto
che il vento sospinge dal Sahara.

Retaggio di antiche contaminazioni,
una lingua meteo, come ponte,
lega l'estrema propaggine d'Europa
con il Continente Africano.

Un monte di cadaveri sommersi
si erge, divide le sponde mediterranee,
mentre il muro di egoista incomprensione
uccide ogni anelito di libertà.

Nelle reti da pesca restano impigliati
resti di uomini, donne, bambini,
anche la misera speranza e annegata
nei gorghi dell'intolleranza.

Venti secoli di storia dall'avvento di Cristo
ritrovano immutate le ragioni del sacrificio,
ancora negati e rinnegati i valori fondanti
della convivenza, giustizia, solidarietà.

(Totò Treppiedi)

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