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07 giu 2016

Candy Candy (キャンディ・キャンディ Kyandi Kyandi) di Keiko Nagita

Candy Candy (キャンディ・キャンディ Kyandi Kyandi) di Keiko NagitaLa scrittrice giapponese Keiko Nagita  è più famosa con lo pseudonimo Kyoko Mizuki.
Il suo romanzo, Candy Candy, racconta le vicissitudini della piccola orfanella Candy (Candice White) dall'infanzia alla maturità, sullo sfondo della Prima Guerra Mondiale.

La storia si svolge tra gli Stati Uniti e l'Inghilterra. Il romanzo è stato pubblicato solo in Giappone fino al dicembre 2014, anno in cui è stata editata la prima edizione estera, quella italiana, a opera di Kappalab.

Il romanzo contiene le illustrazioni della disegnatrice Yumiko Igarashi nel 1975, che ha ispirato un manga  e, la serie televisiva della Toei Animation, conosciuta e trasmessa anche in Italia.

Trama 
Agli inizi del Novecento, due orfanelle Candy e Annie vengono abbandonate presso l'orfanotrofio religioso Casa di Pony, diretto da Miss Pony e da Suor Maria. Candy ha come migliore amioc un procione di nome Klin. Annie verrà adottata dalla ricca famiglia Brighton, mentre Candy resterà all'orfanotrofio.


Dopo tanto tempo, incontra un giovane che suona la cornamusa. Candy definisce il giovane come il Principe della Collina

Candy verrà adottata da una potente famiglia aristocratica, i Legan. Conosce, inoltre, la stirpe degli Andrew, della quale riconosce lo stemma, apposto su una spilla, appartenente al Principe della Collina. Il capofamiglia, il misterioso zio William, è totalmente assente e in sua vece è l'arcigna e anziana zia Elroy a prendere le decisioni importanti. 

Candy fa amicizia con i nipoti della donna: Archie, un vero damerino, suo fratello Stear, un inventore pasticcione, e soprattutto il loro cugino Anthony. Tra Candy e Anthony nasce un sentimento molto forte. Ma...

Dopo tante traversie, la protagonista è una gioiosa festa alla Casa di Pony, dove tutto è cominciato.
Candy, passeggiando sull'amata collina di Pony, sente nuovamente il suono di una cornamusa: voltandosi con sorpresa incontra nuovamente quel "principe" che non ha mai dimenticato e che altri non è che il suo benefattore, lo zio William Albert.

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