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26 lug 2016

Giornata nazionale della Sindrome Fibromialgica: Attivi in Regione per il riconoscimento

Giornata nazionale della Sindrome Fibromialgica: Attivi in Regione per il riconoscimento
Il segretario regionale del Pd, Paolo  Calvano ricorda: “Attivi in Regione per il riconoscimento
Oggi, 12 maggio, è la giornata mondiale della Sindrome Fibromialgica

Le Associazioni attive sul tema hanno organizzato un presidio e un punto di ascolto nella piazza di Montecitorio, al fine di dare piena visibilità e dignità a tutte le persone affette da questa patologia. 

Gli organizzatori hanno ideato questa iniziativa, in uno dei luoghi simbolo della partecipazione e, della discussione democratica nel nostro Paese, anche al fine di sensibilizzare le Istituzioni riguardo il riconoscimento della sindrome come malattia cronica. 


Una delegazione dell’Aisf incontrerà le deputate Pd emiliano-romagnole Paola Boldrini e Donata Lenzi, assieme ad altri colleghi parlamentari, per approfondire il possibile percorso di inclusione della Sfm nell’elenco delle malattie croniche e, nei Lea (livelli essenziali di assistenza, ovvero le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale offre gratuitamente o dietro al pagamento  un ticket) in corso di aggiornamento.

Nei mesi scorsi, Paolo Calvano, segretario regionale del Pd, ho presentato, unitamente a tutto il Gruppo assembleare Pd, un’interrogazione alla Giunta regionale chiedendo di intervenire presso il Governo nazionale per il riconoscimento della patologia, e all’Assessorato alla Salute di attivare un percorso territoriale di supporto alle realtà esistenti nel nostro territorio che già si occupano di fibromialgia, oltre all’individuazione di centri di riferimento regionale per il riconoscimento della patologia, l’assegnazione del codice di esenzione regionale, il censimento dei pazienti e la promozione all’interno delle Aziende sanitarie dell’aggiornamento formativo. La Regione Emilia-Romagna si è rapidamente attivata predisponendo un percorso condiviso che vede già coinvolte le associazioni del nostro territorio che si occupano di questo tema per l’organizzazione di un tavolo di lavoro e di confronto che coinvolga anche tutte le figure professionali necessarie al fine di definire, ciascuno nelle rispettive aree di competenza, il cut-off di sintomi e i criteri diagnostici della malattia. Partiamo da qui”.

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