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4 lug 2016

Marina Jarre: morta la scrittrice testimone della cultura valdese

Marina Jarre: morta la scrittrice testimone della cultura valdese
E' morta a Torino, all'età di 90 anni, la scrittrice e drammaturga Marina Jarre, nata a Riga. Nel 2004, ha vinto il Premio Grinzane Cavour con il romanzo «Ritorno in Lettonia» (ediz. Einaudi).

Torino piange la scomparsa di una grande e straordinaria donna, Marina Jarre, nata a Riga (Lettonia) nel 1925, da padre ebreo lettone (il suo cognome da nubile era Gersoni) e madre valdese italiana.

Arrivata a dieci anni in Italia, con la sorella a Torre Pellice, nel Torinese, in seguito alla separazione dei suoi genitori, e abbandonando il mix di lingue di Riga, in cui si intrecciavano lettone, tedesco, russo, polacco e svedese, Jarre imparò l’italiano a scuola. 


Dopo l’esordio nel 1962, con il libro per ragazzi Il tramviere impazzito e altre storie (Einaudi), è stata apprezzata per opere di narrativa come Un leggero accento straniero (Einaudi, 1972), per l’indagine psicologica del protagonista, e l’autobiografico I padri lontani (Einaudi, 1987) in cui vi sono domande al Dio degli antenati valdesi. Dello stesso anno è Galambra. Quattro storie con fantasmi (Bollati Boringhieri, 1987). 

L’identità culturale è poi entrata spesso nelle sue pagine: nell’affresco storico Ascanio e Margherita (Bollati Boringhieri, 1990), in cui si narra della disperata difesa dei valdesi contro i soldati del duca di Savoia Vittorio Amedeo II e del re di Francia Luigi XIV alla fine del Seicento, e in Ritorno in Lettonia (Einaudi, 2003).

A fianco dell’attività di narratrice, con una laurea in Letteratura cristiana antica, aveva insegnato per oltre 25 anni a Torino e, sposatasi nel 1949 con l’ingegnere Giovanni Jarre, aveva avuto quattro figli. 

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