C’erano una volta un re e una regina che desideravano tanto un erede: dopo molti anni, diedero finalmente alla luce una bambina, a cui diedero il nome di Aurora. I sovrani organizzarono una grande festa a cui invitarono tutti i sudditi del regno; invitarono anche le fate che abitavano in quella regione. Purtroppo, però, si dimenticarono la fata delle montagne, perché nessuno si ricordava più di lei.
Ciascuna delle fate che erano state invitate portò alla piccola Aurora un dono magico: la prima le donò la bellezza, la seconda la grazia, la terza la gentilezza; la quarta fata le donò l’amore e la quinta il dono di essere stimata e apprezzata da tutti. Ma prima che l’ultima fata potesse pronunciare il suo dono, il salone si fece buio, tutto d’un tratto: le luci si spensero e comparve la fata delle montagne, piena di collera per essere stata dimenticata.
“Anche io voglio fare un dono alla principessa” disse la fata, mentre il re e la regina tremavano dalla paura: “sarà infatti la più bella e graziosa principessa del mondo, ma all’età di sedici anni si pungerà con un fuso e cadrà in un sonno di more”. Poi la fata scomparve nel nulla, prima che le guardie del palazzo potessero acciuffarla.

