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16 ott 2016

Tassonomie e Pedagogia curricolare

Tassonomie e Pedagogia curricolare
John Dewey  (1859-1952), fondatore della Pedagogia Sperimentale, nel lontano 1902 diede una sua interpretazione di curricolo. Il suo pensiero, poi, venne rielaborato da Franklin Bobbit negli anni Venti.
Ma...

Solamente dagli anni '50, negli Stati Uniti d'America ed in ambito comportamentalista, che nacque l'esigenza di studiare i comportamenti da promuovere negli studenti, o attraverso l'apprendimento.


Benjamin S. Bloom, nel 1956, scrisse la " Tassonomia degli obiettivi educativi", al solo scopo di raggiungere lo stesso risultato fra gli allievi e, un tasso di apprendimento talmente elevato, da considerare questo sistema educativo come errore minimo. Il presupposto naturalista ed empirista valutò:
- istruzione degli alunni
- sviluppo  ( non selezione) di talenti
- dipendenza dell'apprendimento dalle condizioni ambientali.

Le variabili sono:
- caratteristiche dello studente e i comportamenti cognitivi già appresi
- istruzione, impegno e motivazione
- risultati dell'apprendimento e del grado di adattamento all' istruzione (profitto, ritmo di apprendimento, fiducia verso di sè e la scuola)

Gli obiettivi educativi:
- cognitivi ( conoscenza, comprensione, applicazione, analisi, sintesi e valutazione)
- affettivi ( recepire, rispondere, valutare, organizzare e caratterizzarsi)
- psicomotori

Gli obiettivi didattici:
- competenze (atteggiamenti, conoscenze, capacità)
- comportamento terminale (ciò che deve essere appreso).

Negli anni '70 nacque il Movimento della Pedagogia dei curricoli, ad opera di A. e h. Nicholls e Karl Frey. Gli elementi curricolari sono gli obiettivi, didattici ed educativi; i contenuti ( necessari e opzionali); i metodi; gli strumenti; le verifiche di controllo; i prerequisiti; i risultati ottenuti dall'allievo; le unità didattiche e i ritmi dell' apprendimento.

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